Long drink, il gusto giovane della mixology
Long drink, il gusto giovane della mixology

Long drink, il gusto giovane della mixology

Tra apericene e happy hour, movida e weekend negli ultimi anni i giovani hanno ripreso l’abitudine di uscire, iniziando la serata con stuzzichini e long drinks tra un locale e l’altro, riscoprendo il piacere della convivialità nei locali che spesso risultano affollati all’esterno anche in pieno inverno.

E se i locali registrano nuovo successo lo dobbiamo anche alla capacità dei giovani bartender, che hanno fatto della mixology una vera e propria arte.

C’è differenza tra mixologist e bartender? Si.

La Mixology, ovvero l’arte del bere miscelato, si basa su un delicato equilibrio tra tutti gli ingredienti, alcolici e non, i quali devono essere scelti con attenzione e con cura. Importante lo studio della storia, delle tecniche e dei prodotti da utilizzare per realizzare un cocktail ma è fondamentale non dimenticare che ogni drink è portavoce e racconta una storia. I moderni alchimisti dei cocktail, oggi, vengono chiamati mixologist proprio per la loro abilità nel coniugare le nozioni basiche della storia della miscelazione con nuove tecniche d’avanguardia.

Il bartending, diversamente dalla mixology, tende a valorizzare l’esperienza di consumo. I bartender, generalmente, hanno ottime conoscenze tecniche oltre che dei prodotti che vanno a servire ai propri clienti. Questa figura professionale lavora utilizzando le tecniche dell’american bartending. Il bartender è anche uno show man che con i suoi movimenti e la sua tecnica affascina il pubblico mentre prepara un cocktail o un long drink.

Tra cultura e piacere di vivere, quali sono i cocktail e i long drink di maggior successo che ci aspettiamo per il 2020?

Drinks International, nota come "bibbia dei bar", ha ipotizzato per la World’s 50 Best-Selling Classics 2020 alcuni classici, e qualche sorpresa.

Tra i classici, troveremo ancora Mojito, Gin Tonic e Gin Fizz, Cuba Libre e Moscow Mule. Tra le novità l’Eximo Noir (con rum, sciroppo di caffè, Montenegro e liquore all’arancio), i long drinks a base di te nero o verde, o quelli con infusi di frutta, spesso associati al Prosecco: la tendenza è quella di realizzare bevande non troppo alcoliche, dal profumo spiccato, perfette per abbinarsi con garbo e creatività agli stuzzichini dell’happy hour.