Dalle Antille con sapore: i segreti del rum dei Caraibi
Dalle Antille con sapore: i segreti del rum dei Caraibi

Dalle Antille con sapore: i segreti del rum dei Caraibi

Il liquore dei re e dei pirati: colore caldo, sentore avvolgente, profumo inebriante e tutto il fascino dei Caraibi; il rum ha tutto l’incanto di un liquore a metà tra sapore e leggenda. Noi lo chiamiamo comunemente rum, ma i locali lo conoscono come ron che per i Caraibi rappresenta una vera e propria istituzione.

Tutti lo conoscono e lo hanno gustato anche perchè fa parte della cultura popolare come la bachata, la salsa e il merengue. Si tratta di un liquore di distillazione ricavato dalla fermentazione della canna da zucchero. Se giunti nelle Antille chiedete agli abitanti da dove derivi, in ogni isola se ne attribuiranno la paternità e per voi sarà impossibile comprendere fino in fondo chi ha veramente ragione: nessuno dice una bugia o una esagerazione anche perchè le differenze fra una zona e l’altra si notano.

Il ron cubano, quindi, sarà diverso da quello dominicano un pò come avviene nel caso del whisky di malto.  Tutto dipende pure dall’acqua, dalla qualità della canna da zucchero e dai processi di lavorazione. Come dimenticare poi quello di invecchiamento che è fondamentale?

 

L’immagine tipica caraibica è quella di un bicchiere di Rum che viene sorseggiato con un sigaro in mano di fronte al mare cristallino: una immagine che resta davvero nel cuore.

La produzione di rhum distillato dal puro succo fresco di canna da zucchero comincia all’inizio degli anni ‘20. Il crollo del prezzo dello zucchero di canna porta i piccoli agricoltori a non trovare più conveniente il trasporto della canna agli zuccherifici e di conseguenza iniziare a distillare un rhum dal puro succo fresco di canna da zucchero.

Da una tonnellata di canna da zucchero si ricavano mediamente 650 litri di puro succo di canna a un brix tra 15 e 18%, dal quale si produrranno 50 litri di rhum a pieno grado.

Il rhum agricole si è sviluppato a Martinica, Guadalupa, Marie Galante, Guyana francese e in misura minore alle Mauritius e Réunion. Come mai il rhum agricole, che comincia a ragione a essere considerato il rhum super premium a livello mondiale, non è prodotto anche nell’area di colonizzazione inglese e spagnola?

Oltre alla mancanza di background culturale, il problema maggiore è stata la sparizione della coltivazione della canna da zucchero in moltissime isole caraibiche, dovuta alla chiusura degli zuccherifici. Antigua, Saint Croix, Tortola, Puertorico, Saint Vincent, Saint Kitts e Saint Lucia oggi non producono più canna da zucchero in quantità industriale.

Ma quali sono i più noti tipi di rum?

Tutti i rum, dopo la distillazione, sono privi di colore, acquistano altre tonalità successivamente durante l’invecchiamento in speciali botti, oppure grazie ad additivi naturali come il caramello.

I rum bianchi o leggeri, generalmente vengono invecchiati un anno, presentano un aroma fine e persistente, un gusto fruttato e fragrante e proprio per queste caratteristiche sono utilizzati come basi per la preparazione di cocktail e long drinks.

I rum invecchiati più a lungo in botti non nuove, quasi sempre quelle che avevano contenuto whisky americano, non solo cambiano colore ma acquisiscono nuovi aromi e profumi. Il rum in parte evapora ed il legno cede progressivamente le sue sostanze; emergono così sentori di frutta matura, caramello, tabacco e il tipico aroma di vaniglia.

Dai tre anni di invecchiamento in su troviamo etichette che lo identificano come dorato o anejo; i rum scuri, di maggior corpo e fortemente aromatici, sono normalmente invecchiati fino a 12 anni e più: sono distillati da gustare lisci, meglio se nel bicchiere ballon, e perché no, accompagnati da un buon sigaro.

Curiosi di provare una selezione di questa delizia da pirati? La carta dei rum Comunian è a vostra disposizione, con 15 etichette diverse, tutte indimenticabili.